Introduzione
I Riveli di Beni e Anime sono documenti storici di straordinaria importanza per chi svolge ricerche genealogiche in Sicilia. Nei secoli, questi censimenti fiscali hanno registrato non solo la composizione delle famiglie, ma anche il valore del loro patrimonio mobiliare e immobiliare, offrendo una finestra preziosa sulla vita sociale locale dal XVI al XVIII secolo. In questo articolo esploreremo la genesi istituzionale di questi atti, la loro struttura, il loro uso nella genealogia, e un progetto ambizioso di indicizzazione avviato da anni da questo Centro per facilitarne la consultazione.
Dalla Magna Curia dei Maestri Razionali (poi Tribunale del Real Patrimonio) alla Deputazione del Regno
La Magna Curia dei Maestri Razionali era il supremo organo di controllo e amministrazione finanziaria della Sicilia. In particolare, i suoi funzionari erano incaricati di esaminare i rendiconti delle varie amministrazioni, delle entrate demaniali, delle gabelle, e delle imposte del Regno.
Nel 1569 si realizzò una riforma significativa che trasformò l’istituto dei Maestri Razionali in un magistrato più formalizzato: il Tribunale del Real Patrimonio.
La Deputazione del Regno era un corpo politico-amministrativo composto da 12 membri, eletti per quattro anni, che rappresentava i tre “bracci” del Parlamento siciliano: militare (baroni), ecclesiastico, e demaniale (città demaniali).
Il suo compito principale era vigilare su privilegi, prerogative del Regno, e soprattutto distribuire il carico fiscale tra le città e le terre del Regno in base alle deliberazioni parlamentari e ai dati dei censimenti (i Riveli).
Nel 1682, molte delle funzioni riguardanti i censimenti passano formalmente dalla giurisdizione del Tribunale del Real Patrimonio alla Deputazione del Regno,.
In questo scenario la Deputazione diviene custode delle pratiche censuarie, imponendo e controllando i Riveli nei vari comuni.
I numerosi registri dei Riveli di quasi tutti i Comuni dell’isola sono custoditi presso l’Archivio di Stato di Palermo: si conservano i Riveli redatti negli anni 1548, 1569, 1584, 1593, 1607, 1616, 1623, 1636, 1651, 1682, 1714 e 1747-1756.
La struttura dei “Riveli di Beni e Anime”
Per capire come leggere correttamente un Rivelo, è utile analizzarne la tipica struttura, che in molti casi risulta abbastanza omogenea (anche se con varianti locali).
Ecco gli elementi principali che si incontrano nei Riveli:
Preambolo / Dichiarazione del capofamiglia
Ogni nucleo familiare viene introdotto con una dichiarazione: nome del capofamiglia (capo di casa), spesso con indicazione del padre o della madre. Inoltre si indica il comune, la data d’indizione del Rivelo e spesso il nome del funzionario incaricato che lo redige o lo supervisiona.
Sezione “anime”
Si elencano tutti i componenti del nucleo familiare, con relazione rispetto al capo (es. moglie, figli, domestici, parenti conviventi), spesso con l’età stimata dei maschi.
Le donne possono essere indicate senza età o con minori dettagli.
Sezione “beni”
Si passa quindi all’inventario dettagliato dei beni del nucleo familiare:
- beni immobili: case, terreni
- beni mobili: animali (tranne quelli da cortile come le galline), utensili, riserve di derrate alimentari, crediti
Seguono le “gravezze” (affitti da pagare, debiti verso terzi, oneri vari)
L’atto si conclude con un quadro riassuntivo del valore dei beni posseduti (al netto delle gravezze) e la data di presentazione del Rivelo
Alcuni atti possono contenere anche allegati (in genere copie di contratti o testamenti) o modifiche successive alla dichiarazione originaria.
L’utilità dei Riveli di Beni e Anime nella ricerca genealogica
I Riveli integrano i dati rintracciabili nei registri parrocchiali (battesimi, matrimoni, morti) soprattutto quando questi sono lacunosi o mancanti. Ma ciò che rende i Riveli un’insustituibile fonte di ricerca è soprattutto la possibilità che essi offrono di conoscere lo status sociale ed economico di ogni singola famiglia, dalla più umile alla più facoltosa.
Desideri effettuare una ricerca dei Riveli?
Come tutti i documenti antichi, anche i Riveli possono presentare seri problemi di lettura e intrerpretazione a chi non ha dimestichezza con la ricerca d’archivio. Se desideri affidarti a un professionista e conosci il Comune siciliano d’origine dei tuoi antenati, possiamo individuare i Riveli conservati relativi a quel Comune e condurre la ricerca presso l’Archivio di Stato.
Di ogni singolo documento trovato ti offriremo la copia digitale dell’atto, insieme a un riassunto dei dati più importanti.
Il progetto d’indicizzazione dei Riveli del 1747-1756
I Riveli del 1747-1756 sono quelli più completi e meglio conservati. Sono disponibili per quasi tutti i Comuni della Sicilia. Il progetto, già iniziato alcuni anni fa, consiste nell’indicizzazione per cognome di tutti i Riveli per tutti i Comuni sicciliani, con regolare aggiornamento online dei nuovi Comuni indicizzati.
L’obiettivo è duplice: rendere ricercabili i capifamiglia per cognome e creare una base dati sulla distribuzione geografica dei cognomi.
Il progetto procede gradualmente. Di seguito un elenco (che sarà progressivamente aggiornato) dei Riveli già indicizzati o in corso d’indicizzazione:
Provincia di Agrigento:
Bivona, Calamonaci, Caltabellotta, Camastra, Cammarata, Campobello di Licata, Canicattì, Casteltermini, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montaperto, Montevago, Naro, Racalmuto, Raffadali, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santa Margherita, Sant’Angelo Muxaro, Sant’Anna, Sant’Elisabetta, Santo Stefano Quisquina, Sciacca, Siculiana, Villafranca Sicula
Provincia di Caltanissetta:
Acquaviva Platani, Bompensiere, Butera, Campofranco, Delia, Gela, Montedoro, Mussomeli, Niscemi, Resuttano, Riesi, San Cataldo, Sommatino, Sutera
Provincia di Catania:
Acireale, Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Camporotondo Etneo, Castiglione di Sicilia, Castrorao, Gravina di Catania, Linguaglossa, Mascali, Mascalucia, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, San Giovanni Galermo, San Giovanni la Punta, Sant’Agata li Battiati, Trecastagni
Provincia di Enna:
Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Carcaci, Catenanuova, Centuripe, Enna, Regalbuto, Sperlinga, Villadoro, Villarosa
Provincia di Messina:
Alcara li Fusi, Bafia, Basicò, Barcellona Pozzo di Gotto, Bauso, Calatabiano, Calvaruso, Capizzi, Caronia, Casalvecchio Siculo, Castell’Umberto, Castelmola, Castelnuovo, Castroreale, Cesarò, Fiumedinisi, Floresta, Forza d’Agrò, Francavilla, Frazzanò, Gaggi, Gallodoro, Gioiosa Marea, Graniti, Guidomandri, Iannello di Brolo, Itala, Librizzi, Limina, Locadi, Maletto, Malvagna, Mandanici, Martini, Maurojanni, Mazzarrà Sant’Andrea, Merì, Milazzo, Mistretta, Mojo, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Novara di Sicilia, Oliveri, Pagliara, Patti, Piraino, Pozzo di Gotto, Raccuia, Roccafiorita, Roccalumera, Roccavaldina, Roccella Valdemone, Rometta, San Fratello, San Gregorio, San Martino, San Pier Niceto, San Piero Patti, Santo Stefano di Camastra, Savoca, Scaletta Zanclea, Sinagra, Sorrentini, Spadafora, Taormina, Tripi, Ucria, Venetico
Provincia di Palermo:
Alia, Alimena, Aliminusa, Altavilla Milicia, Baucina, Bisacquino, Bolognetta, Borgetto, Caccamo, Campofelice di Roccella, Capaci, Carini, Casteldaccia, Cefalà Diana, Cerda, Chiusa Sclafani, Ciminna, Cinisi, Collesano, Contessa Entellina, Corleone, Ficarazzi, Giardinello, Giuliana, Godrano, Gratteri, Isnello, Lascari, Marineo, Mezzoiuso, Misilmeri, Monreale, Montelepre, Montemaggiore Belsito, Palazzo Adriano, Petralia Soprana (include Blufi e Bompietro), Polizzi Generosa, Prizzi, Roccapalumba, San Carlo, Termini Imerese, Terrasini, Torretta, Trappeto, Valguarnera Ragalì, Ventimiglia di Sicilia
Provincia di Ragusa:
Acate, Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Monterosso Almo, Santa Croce Camerina, Scicli, Vittoria
Provincia di Siracusa:
Buccheri, Buscemi
Provincia di Trapani:
Calatafimi, Campobello di Mazara, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Erice, Gibellina, Mazara del Vallo, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Vita, Xitta
FAQ – I Riveli di Beni e Anime nella Ricerca Genealogica
1. Cosa sono i Riveli di Beni e Anime?
I Riveli di Beni e Anime sono censimenti fiscali redatti in Sicilia tra il XVI e il XVIII secolo. Ogni capofamiglia dichiarava i componenti della propria casa (le “anime”) e il patrimonio posseduto (i “beni”). Oggi rappresentano una fonte preziosa per chi ricerca le proprie origini familiari.
2. A cosa servivano i Riveli di Beni e Anime?
Originariamente servivano a calcolare le imposte dovute da ogni famiglia o comunità. Oggi, invece, sono utilizzati per studi sulla storia economica e sociale dei vari Comuni siciliani, oltre che per ricostruire alberi genealogici.
3. Dove si trovano i Riveli di Beni e Anime?
I Riveli sono conservati presso l’Archivio di Stato di Palermo.
4. Perché i Riveli sono utili nella ricerca genealogica?
Perché spesso contengono informazioni che non compaiono nei registri parrocchiali. Inoltre aiutano a superare eventuali lacune documentarie e a conoscere lo status sociale della famiglia.
5. Come posso consultare i Riveli relativi ai miei antenati?
Puoi recarti personalmente presso l’Archivio di Stato oppure rivolgerti a un genealogista esperto.
6. I Riveli sono disponibili online?
No, ma questo Centro ha in corso un progetto per l’indicizzazione di tutti i Riveli del 1747-1756.
7. Quanto può costare una ricerca genealogica basata sui Riveli?
Il costo dipende dal numero di volumi da consultare e dalla complessità del caso. Offriamo una consulenza gratuita iniziale per valutare la fattibilità della ricerca e proporre un piano di ricerca personalizzato, con tempi e costi chiari.
8. Cosa otterrò alla fine della ricerca?
Oltre alle copie digitali dei documenti originali, riceverai un riassunto di ogni singolo documento trovato, più un albero genealogico.

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